Decadentismo

Décadent è un termine francese usato per definire, in senso dispregiativo, gli artisti che vivevano in modo scandaloso, fra droghe ed altri eccessi. Nel 1886, viene fondata una rivista proprio da questi letterati scandalosi che, in modo provocatorio, scelgono di intitolarla “Le Décadent”. Da qui il termine Decadentismo si userà per indicare la decadenza della società che non ha più veri valori e che li sta deludendo così tanto. Insomma, una partita agguerrita fra Società Borghese contro Artisti Ribelli. Gli artisti decadenti sono insoddisfatti dal razionalismo del Positivismo, sono un po’ nauseati dal mondo borghese, dalla società che impone regole ed etichette ipocrite, e reagiscono cercando nell’arte e nella letteratura un modo per sentirsi migliori e per scandalizzare le menti benpensanti dei borghesi che tanto disprezzano.

Gli artisti decadenti parlano di sogni, di incubi, di esperienze surreali, di tormenti dell’anima, si cerca di esprimere l’emozione e non i ragionamenti. Scelgono Un linguaggio nuovo: non badano troppo al significato delle parole perchè interessa di più il suono delle sillabe e delle frasi; scelgono per questo di usare molto le analogie, figure retoriche che giocano appunto sulla musicalità delle parole. Raccontano episodi scabrosi: parlano di sesso, di droga, di esperienze omosessuali, non sono esperienze che fanno al solo scopo di scandalizzare, sono personaggi esuberanti, ribelli e appassionati e mostrare la loro vita è il modo che hanno di provocare il pubblico. L’arte diventa l’unico modo possibile per vivere la vita: tutto è una forma d’arte e la bellezza dell’arte è un posto in cui l’artista si nascode per sentirsi lontano dal mondo borghese che lo opprime.

Dalla Francia, tanto il termine come il movimento si diffondono in tutta Europa: gli artisti del continente si riconoscono come un gruppo unito, contro la borghesia per bene, a tutti verrà dato l’appellativo “decadenti”. Anche in Italia prende piede il decadentismo e gli esponenti che si avvicinano di più ai Maledetti sono gli Scapigliati, possono essere considerati come una sorta di “maledetti” italiani. La loro poesia parla di tutto ciò che di crudo e violento c’è nell’esistenza. Vivono anche loro al limite della società, fra droga ed eccessi, conoscendo bene i punti più bui dell’esperienza umana.