Giuseppe Ungaretti

Nasce nel 1888 ad Alessandria d’Egitto. Muore nel 1970 a Milano.

Vita:

Ungaretti ad Alessandria frequenta la scuola superiore, e si avvicina a idee politiche e anarchiche. Nel 1912 va a Parigi e conosce poeti come Apollinaire, Papini, Palazzeschi che lo esortano a collaborare con la rivista letteraria: Lacerba. Nel 1914 si trasferisce a Milano e parte come soldato di fanteria durante la prima guerra mondiale. Mentre si trova a combattere in guerra sul Carso scrive altre poesie riunite nel suo primo libretto: il porto sepolto. Nel 1918 si sposta a combattere in Francia. Alla fine della guerra decide di rimanere a Parigi. Lavora come corrispondente del giornale fascista: il popolo d’Italia. Nel 1919 viene pubblicata la seconda raccolta di poesie:allegria di naufragi. Nel 1920 si unisce in matrimonio con Jeanne Dupoix con la quale ha due figli: Ninon e Antonietto. Nel 1921 si trasferisce a Roma dove lavora al ministero degli esteri, questo periodo rappresenta per Ungaretti un momento di vero ordine e stabilità. Negli anni venti aderisce al fascismo e nel 1928 vive una conversione religiosa. Collabora con riviste italiane e francesi; Si sposta in Italia e all’estero per partecipare a eventi culturali e conferenze, ottenendo fama e riconoscimenti. Nel 1931 le poesie scritte fino a quel punto, vengono pubblicate in una raccolta dal titolo l’allegria.  Nel 1933 pubblica Sentimento del tempo, Caratterizza la II fase della poetica di Ungaretti. Nel 1936 Giuseppe Ungaretti decide di trasferirsi con tutta la famiglia in Sudamerica e accetta l’incarico di insegnante di letteratura italiana all’università̀ di San Paolo del Brasile. Nel 1936 muore il fratello Costantino e nel 1939 muore il figlio Antonietto. Questi eventi ispirano i versi della raccolta Il dolore pubblicati in volume nel 1947.Nel 1942 Ungaretti torna in Italia e inizia a insegnare letteratura italiana all’università di Roma e viene nominato accademico d’Italia. Dopo il crollo del fascismo compie numerosi viaggi e partecipa a conferenze letterarie ed eventi grazie al suo spirito di iniziativa e alla sua versatilità. Anche la moglie muore e il turbamento blocca la sua vitalità. Nel 1969 pubblica vita di un uomo“.

Pensiero e Poetica:

La produzione poetica di Ungaretti è divisibile in tre fasi:

  • La prima fase presenta un forte sperimentalismo, la poesia trova fondamento nelle esperienze esistenziali recuperate attraverso la memoria. La poesia diventa strumento per cogliere l’essenza della vita, di cui si avverte la fragilità con un senso di angosciosa pena. La parola è piena di significati profondi, in grado di recuperare la purezza originaria così da riscattare dalle atrocità del presente, attraverso un forte scavo interiore. L’esperienza della guerra è sempre presente nelle poesie, come Veglia e San Martino del Carso. Il linguaggio è essenziale, il verso è libero e sono presenti spazi bianchi, pause e silenzi. La raccolta poetica l’Allegria (1931) è autobiografica e narra delle esperienze di soldato durante la prima guerra mondiale e dei ricordi vissuti in Egitto, il sentimento d’allegria si contrappone fortemente a quello di morte e distruzione. La parola appare nuda, pura e essenziale. La punteggiatura è quasi completamente eliminata e si usa all’analogia. La poetica è divisa in 5 parti: Ultime, Il porto sepolto, Naufragi, Girovago e Prime
  • La seconda fase è caratterizzato da un rinnovato sentimento religioso e all’attenzione  del tempo interiore. Il tema centrale è la percezione del tempo che porterà l’autore a meditare sulla morte. A livello formale vengono recuperate le forme metriche tradizionali che aspiravano a un ritorno all’ordine. Questa è la fase del “barocco” ungarettiano.  Nella raccolta poetica Sentimento del tempo (1933) è presente il recupero della dimensione religiosa e di moduli espressivi tradizionali, abbandonando il lessico scarno ed essenziale. La raccolta si compone di sette parti: Prime, La fine di Crono, Sogni e accordi, Leggende, Inni, La morte meditata, L’amore. I componimenti nascono dall’osservazione del paesaggio e si legano a immagini mitologiche che conferiscono alla realtà un valore sacro e misterioso, quasi magico.
  • Nella terza fase il poeta prosegue con il recupero della tradizione classica, il dolore si trasforma da esperienza individuale a esperienza collettiva di fronte all’assurdità della seconda guerra mondiale, verso la quale manifestò il suo profondo dissenso. Nella raccolta poetica Il dolore (1947) predomina il senso di vuoto di fronte al dolore. 

Opere

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