Giacomo Leopardi

Nasce a Recanati, nello Stato Pontificio (oggi nelle Marche), nel 1798 da una famiglia nobile. Gli anni che vanno dal 1809 al 1816, sono gli anni in cui si sente maggiormente a disagio, e l’unica forma di evasione è lo studio che lui definisce “studio matto e disperatissimo”. In questo periodo così chiamato, studia qualsiasi cosa dal latino, al francese, dalla filologia ai filosofi illuministi.
Autore fortemente pessimista, suddivide in due tipologie questo pessimismo che lo accompagnerà per tutta la vita.
Pessimismo storico, che va dal 1816 al 1819, e pessimismo cosmico che va dal 1823 al 1830.
Tutto inizia con il “dibattito sul romanticismo” di Madame de Stael, nel quale Leopardi si schiera dalla parte dei classicisti. In questo pessimismo, Leopardi parte dal concetto di natura che egli vede come madre benigna, misericordiosa, la quale ha il compito di nascondere al uomo le illusioni che gli vengono offerte dal mondo e l’unica certezza che questo può offrire: la morte. Oltre questo, espone anche il concetto della felicità che mai sarà raggiunta dal uomo poiché tende a volere sempre di più, e perché l’uomo ha una vita finita e non infinita.
In questa fase invece, la natura non è più concepita come madre amorosa e provvidente, ma come indifferente alla sorte dei suoi figli, crudele in cui la sofferenza degli esseri e la loro distruzione è legge essenziale. Il pessimismo cosmico, è fondato su un materialismo assoluto che induce Leopardi a negare ogni possibilità di riscatto dall'infelicità, ovvero l’uomo sarà per sempre infelice. In questa fase, egli scriverà nell’ultima parte della sua vita “La Ginestra”, testamento poetico nel quale esprimerà a pieno questo suo pensiero.
Lo Zibaldone è un’opera scritta tra il 1817-1832, contenente una vasta raccolta di pensieri e appunti di Leopardi. Si tratta una raccolta contenente 4526 pagine nelle quali Leopardi espone varie considerazioni e pensieri relative a varie questioni. L’opera assume il titolo attuale a partire dal 1827, anno in cui Leopardi comincia a stendere un indice tematico e analitico, è nel corso degli anni Venti, infatti, che l’attività dell’autore si fa più intensa: Leopardi raccoglie i materiali in un monumentale manoscritto dove ogni singola riflessione è numerata progressivamente.