VITA

Giovanni Verga è nato a Catania nel 1840 ed è morto nel 1922. Ha frequentato la scuola del letterario romantico Antonio Abate, che lo ispirò al patriottismo ed alla narrativa francese d’appendice. Si trasferisce a Firenze dove viene introdotto all’interno dei più importanti salotti letterari e qua conosce Luigi Capuana. Dopo essersi trasferito a Milano, conosce gli esponenti più importanti della Scapigliatura milanese (come Emilio Praga e i fratelli Boito) e legge i grandi scrittori realistici e naturalistici francesi (come Balzac, Flaubert e Zola), da cui ne fu influenzato. Successivamente, con Capuana contribuisce alla nascita del Verismo, un movimento letterario che si basa sul vero e su fatti reali. Nel 1893, torna a Catania dove vive un periodo di crisi creativa. Verso la fine della sua vita, appoggia la repressione del movimento dei Fasci siciliani, l’intervento dell’esercito contro le rivolte operaie di Milano e l’entrata in guerra dell’Italia, schierandosi con gli interventisti.

PENSIERO E POETICA

Nelle opere di Verga è possibile cogliere la concezione dell’uomo e della storia, influenzata da:

  • Positivismo (la realtà può essere descritta solo con un approccio scientifico)
  • Materialismo (assimilazione del comportamento umano e animale per l’individuazione dei bisogni materiali primari)
  • Determinismo (l’uomo subisce l’influenza del periodo storico, dell’ambiente circostante e del condizionamento ereditario, ripercuotendosi nei suoi comportamenti)
  • Evoluzionismo/Teorie di Darwin (Verga riprende il concetto di “lotta per la vita” che, applicato alla società umana, si traduce in antagonismo)
  • Pessimismo verghiano (accettazione di una realtà immutabile a cui nessuno può sottrarsi, secondo Verga l’arte non è in grado di intervenire per cambiare la società)

OPERE

La lupa è una novella di Giovanni Verga inserita nella raccolta Vita dei campi e pubblicata nel 1880.

La caratteristica più importante della novella “La lupa” è il personaggio principale femminile, una protagonista molto diversa rispetto agli altri personaggi femminili dell’autore verista.

La forte sensualità di Gnà Pina, soprannominata Lupa, accecata dall’amore del giovane Nanni, costringe la figlia a sposarlo per averlo vicino. Nanni, vittima delle lusinghe della suocera, cadrà nella ragnatela di passione

Vicenda svolta ad Aci Trezza, dove l’ordine della famiglia Toscano viene sconvolto da alcuni fatti.

Il nipote del capofamiglia deve partire per la guerra e la famiglia è costretta ad assumere un lavoratore. A questo si aggiunge una cattiva annata per la pesca e il bisogno di una dote per Mena, la figlia maggiore, che si deve sposare. 

Prefezione“: brano in cui vengono spiegati gli effetti del progresso nei differenti tratti sociali e la ricerca del meglio. 

La famiglia Malavoglia“: ad Aci Trezza, il capo della famiglia è il padron ‘Ntoni, troviamo poi il figlio Bastianazzo, con la moglie Longa, e i figli di ‘Ntoni: Luca, Mena, Alessi e Lia. Il quadro familiare è variegato ma non vivono una situazione semplice, perchè dal punto di vista sociale sono dei possienti, poichè oltre alla casa del nespolo, sono proprietari della Provvidenza , una barca da pesca. Il tutto viene turbato quando ‘Ntoni riceve la chiamata di leva. 

Il ritorno e l’addio di ‘Ntoni“: brano in cui il padron ‘Ntoni ormai è vecchio e malato, ma Mena e Alessi non vogliono portarlo in ospedale e farlo morire lontano da casa sua. Nel frattempo, ‘Ntoni esce dal carcere e torna a casa, ma la sorpresa del fratello minore Alessi non gli piacerà. 

CURIOSITA'

Verga si appassionò alla fotografia grazie al suo amico e scrittore Luigi Capuana. La prima foto che Verga realizzò risale al 1878. Suddivideva le sue produzioni fotografiche in tre gruppi, a seconda dei soggetti ritratti: il primo è quello dove rappresentava la sua famiglia, i suoi colleghi, amici o lui stesso; il secondo è quello nella quale rappresentava l’ambiente siciliano; il terzo e ultimo gruppo è quello in cui si dedicava alla rappresentazione dei paesaggi del Nord.

Verga cercò anche di dedicarsi al mondo della cinematografia, anche se non lo faceva impazzire più di tanto. Nonostante questo, si riuscì a mettere in contatto con diverse case cinematografiche. Realizzò sette film prendendo ispirazione da alcune sue opere. Il cinema per lui era un “castigo di Dio”, ma per problemi economici continuò lo stesso, per qualche anno prima della sua morte, a fare il cinematografo.

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