Giovanni Verga

Giovanni Verga

Nasce a Catania nel 1840 quando l’Italia non era ancora unita. La sua famiglia era di antica nobiltà e proprietaria terriera e questo gli permette di frequentare le scuole e avere un’istruzione di un certo grado. Frequenta la scuola dove insegna Antonio Abate il quale trasmetterà a Verga un forte patriottismo e il gusto per i romanzi francesi. Nel 1858 si iscrive alla facoltà di legge ma interrompe i suoi studi per seguire l’impresa di Garibaldi entrando a far parte delle guardie nazionali e fondando il settimanale politico “Roma agli italiani”.

Nasce a Catania nel 1840 quando l’Italia non era ancora unita. La sua famiglia era di antica nobiltà e proprietaria terriera e questo gli permette di frequentare le scuole e avere un’istruzione di un certo grado. Frequenta la scuola dove insegna Antonio Abate il quale trasmetterà a Verga un forte patriottismo e il gusto per i romanzi francesi. Nel 1858 si iscrive alla facoltà di legge ma interrompe i suoi studi per seguire l’impresa di Garibaldi entrando a far parte delle guardie nazionali e fondando il settimanale politico “Roma agli italiani”.

Nel 1865 si trasferisce a Firenze, in quel momento è vivace e culturalmente stimolante, qui conoscerà Luigi Capuana ed è dove scriverà il romanzo “una peccatrice” nel 1866 che gli permetterà di farsi conoscere al pubblico.

Nel 1872 si trasferisce a Milano (città che è maggiormente e culturalmente accesa). Qui conosce i componenti della scapigliatura e pubblica 3 romanzi importanti: Eva, Tigre Reale e Eros; questi romanzi sono importanti pur essendo nella fase pre verista perché sono legati a alle tematiche dell’amore intesa come passione consumante e il contrasto tra la donna fatale legata all’ambiente borghese e la donna fedele legata all’ambiente rurale.

Circa nel 1873 legge le opere degli scrittori realisti e naturalisti e ne rimane influenzato talmente tanto che nel 1874 inizia un intensa attività letteraria seguendo i criteri del naturalismo e del verismo di Capuana arrivando nel 1878 a produrre la su prima opera verista “Il racconto rosso malpelo” successivamente si dedicherà alla stesura della sua opera più importante “Il ciclo dei vinti” opera che prende esempio dal ciclo dei Rougot-Macquart ma a differenza sua il ciclo dei vinti si comporrà da 5 cicli legati a 5 strati sociali diversi dal più povero all’uomo di lusso che però non riuscirà mai a finire. Il tema principale è la lotta per l’esistenza e della vita all’interno delle diverse classi sociali con lo scopo di dimostrare che in ogni classe sociale le persone sono vinte (finite).

Nel 1893 torna a Catania e si apre un periodo di crisi creativa anche per via della battaglia legale avuta con il musicista Pietro Mascagni per i diritti d’autore dell’opera teatrale “cavalleria rusticana”. Tra il 1890 e il 1910 verga rallenta la sua produzione letteraria e lascia inconcluso il ciclo dei vinti dedicandosi ad un intensa attività teatrale trasportando alcuni suoi racconti a teatro. L’ultima opera teatrale che scrive è del 1903 intitolata “dal tuo al mio” ed è importante perché in quest’opera dinfonde la sua idea politica, infatti l’opera fa polemica violenta contro il pensiero socialista mostrando il suo cambiamento politico in senso reazionario dimostrandosi favorevole alla soppressione dei fasci di combattimento e all’intervento dell’esercito nello sciopero generale di Milano. Nel 1914 alla vigilia della prima guerra mondiale Verga si schiera con gli interventisti e nel 1920 viene nominato senatore a vita e nel 1922 muore a Catania.