Giuseppe Ungaretti

La vita

Nacque nel 1888 ad Alessandria d’Egitto da genitori di origine lucchese. In Egitto frequentò scuole di lingua francese, studiò Baudelaire e il filosofo Nietzsche, lesse con passione Mallarmé e Leopardi. A 24 anni si traferì a Parigi dove conobbe persone quali Picasso, Breton, Papini quest’ultimo legato al movimento futurista. Tornato in Italia allo scoppio della Prima Guerra Mondiale aderì al partito interventista e nel maggio 1915 diventa soldato semplice di fanteria. Durante questi anni nacquero le liriche Porto Sepolto (1916), dopo la guerra pubblicò Allegria di Naufragi (1919) e una volta stabilito a Parigi, si sposa. Nel 1921 torna in Italia, aderisce al fascismo, nascono due figli e nel 1928 si converte al cattolicesimo. Nel 1931 uscì l’Allegria, nel 1936 si trasferisce a San Paolo in Brasile per sfuggire alla Seconda Guerra Mondiale; durante questi anni gli muore a 9 anni il figlio. Rientra in Italia nel 1942, uscì dal partito fascista e durante il secondo dopoguerra sono notevoli i riconoscimenti che vanno a lui. Nel 1969 stampò per Mondadori l’edizione completa della sua opera poetica: Vita d’un uomo. Ungaretti muore a Milano nel 1970.

Poetica

Ungaretti è sempre molto attento a ripensare al significato che la poesia ha, sia per lui sia per il pubblico cui è rivolta, fermo restando che egli non intende mai diventare un “vate” o un “maestro” per nessuno. E’ profondamente influenzato dalla poesia francese contemporanea, quella delle “avanguardie” di Mallarmé, Apollinaire e dalle idee futuriste conosciute a Parigi. Ungaretti è però sempre cosciente di appartenere a una comunità ideale: l’Italia, e vuole comunicare con essa. La sua poesia nasce sempre da un dato psicologico, legato alla sua esperienza biografica, ma non si propone di descrivere realisticamente alcuna realtà, neppure quelle interiori. E’ una poesia che somiglia a una “illuminazione” improvvisa, alla evocazione di una verità che emerge dal profondo e da molto lontano.
La poesia di Ungaretti si compone quindi di intuizioni, che sono altrettante scoperte (sempre vissute perciò con atteggiamento di meraviglia) di un frammento dell’immensità che circonda l’uomo.

Opere

L’allegria, Milano, Preda, 1931.

La guerra, Milano, 1947.

Natale, Napoli, 26 dicembre 1916.

Il dolore. 1937-1946, Milano.