IL DECADENTISMO

BAUDELAIRE

Il termine Decadentismo, deriva dal francese décadent, tratto dalla lirica “languore” (1883) di Paul Verlaine, dove usa questo termine per esprimere la percezione della fine di un’epoca, paragonandola all’impero romano ai tempi delle invasioni barbariche :<<“sono l’impero alla fine della decadenza/ che guarda passare i grandi barbari bianchi”>>. Viene utilizzato per indicare un movimento artsitico-culturale caratterizzato dal rinnegamento delle convenzioni sociali borghesi e spesso del buon costume, da uno stile di vita sopra le righe, fatto anche di vizi ed eccessi, come l’uso assiduo di droghe e di alcol e mostrare la loro diversità nel contesto sociale.

Nel 1886 viene fondata una rivista dai poeti decadenti, intitolata “Le Décadent”, a scopo provocatorio, i temi di solito trattati sono inerenti al loro disprezzo verso l’ipocrisia della società del tempo, senza veri valori e formata da etichette e stereotipi falsi.

Grazie all’arte e alla letteratura, queste menti riescono a trovare sollievo, una condizione mentale dove non esistono freni inibitori, frutto di pura fantasia e del deragliamento dei sensi. Questo stato è a loro utile per creare opere scandalose, specie per i borghesi raffinati e benpensanti, con i quali sono acerrimi nemici.

L’assidua ricerca dell’irrazionale si contrappone con il pensiero positivista, i quali ideali sono entrati in crisi all’epoca e che hanno deluso gli artisti decadenti. Lo scardinamento delle convinzioni dell’epoca precedente al decadentismo, ha segnato la nascita di nuove radici filosofiche e scientifiche, come la teoria della relatività di Albert Einstein, la psicoanalisi di Sigmund Freud, la fusione di scienza e religione di Henri Bergson, lo spirito dionisiaco e apollineo e il concetto di superuomo di Nietzsche. Queste correnti e pensieri infatti fanno parte delle “basi” su cui si edifica il pensiero decadente.

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EINSTEIN
BERGSON
FREUD
NIETZSCHE
  • Teoria della relatività
  • Equivalenza tra massa ed energia e fra spazio e tempo 
  • Fusione tra scienza e religione
  • Tempo interiore
  • Conoscenze come intuizione 
  • Scoperta dell’inconscio
  • Ruolo delle pulsioni
  • Tre livelli della vita       (Es,super-io,io)
  • Nichilismo e mito del superuomo 
  • Negazione dei valori e delle convenzioni borghesi 
  • Rifiuto della morale 

TEORIE SCIENTIFICHE/FILOSOFICHE

Intuizioni filosofiche e teorIe scientifiche, nuove idee che sostengono l’idea dello smarrimento, mettendo in discussione vecchie certezze.

3 concetti:

Estetismo

Surrealismo

Parnassianesimo

Si avvicina all’estetismo decadente, dove la bellezza è intesa come BENE, OBIETTIVO FINALE e FINE SUPREMO.
Deve superare le convenzioni morali borghesi.

concetto di realtà composta da simboli, che solo il poeta può cogliere e anche il concetto di potere evocativo della parola.
La parte più importante è la funzione fonetica, che è uno strumento per raccogliere l’essenza delle cose.

Questo movimento è una reazione all’eccesso sentimentale del romanticismo. Esso esalta il riserbo e l’impersonalità e rigetta assolutamente l’impegno sociale e politico dell’artista. Per i Parnassiani l’arte non deve essere utile o virtuosa e il suo solo scopo è la bellezza. È la rinomata teoria de «l’art pour l’art» (L’arte per l’arte) di Théophile Gautier:

I POETI MALEDETTI

POUL VERLAINE
ARTHUR RAIMBAUD
STEPAHANE MALLARME'

 

 

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CHARLES BAUDELAIRE

LE OPERE PIU' FAMOSE DI CHARLES BAUDELAIRE

L'Albatro

Commento e Analisi

Spesso, per divertirsi, i mariani 

Prendono degli albatri, grandi uccelli dei mari

Che seguono, pigri compagni di viaggio,

Le navi in volo sugli abissi amari.

L’hanno appena depositato sulla tolda [il ponte della nave],

E già il re dell’azzurro, maldestro e impacciato,

Strascina pietosamente accanto a sé

Le grandi ali bianchi come se fossero remi.

Com’è sinistro e fiacco il viaggiatore alato!

Lui, poc’anzi così bello, com’è comico e brutto!

Uno gli mette la pipa sotto il becco,

Un altro, zoppicando, imita lo storpio che volava!

Il Poeta è come lui, principe delle nubi

Che sta con l’uragano e ride degli arcieri;

Esule in terra fra le grida di scherno,

Le sue ali da gigante gli impediscono di camminare.

le ciurme e i marinai rappresentano la società che si prende beffa della bellissima creatura, che simboleggia l’artista, capace di raggiungere altitudini elevatissime grazie all’arte ma che quando si ritrova tra gli “uomini comuni”, è goffo e si sente fuori posto proprio come un albatro, che cammina in modo ridicolo a causa della sua stazza e delle sue ali ingombranti.

Spleen

Commento e Analisi

Quando, come un coperchio, il cielo basso e greve schiaccia l’anima che geme nel suo tedio infinito, e in un unico cerchio stringendo l’orizzonte fa del giorno una tristezza più nera della notte;

quando la terra si muta in un’umida segreta dove, timido pipistrello, la Speranza sbatte le ali contro i muri e batte con la testa nel soffitto marcito; quando le strisce immense della pioggia

d’una vasta prigione sembrano le inferriate e muto, ripugnante un popolo di ragni dentro i nostri cervelli dispone le sue reti, furiose a un tratto esplodono campane e un urlo tremendo lanciano verso il cielo ,

così simile al gemere ostinato d’anime senza pace né dimora. Senza tamburi, senza musica, dei lunghi funerali sfilano lentamente nel mio cuore: Speranza piange disfatta e Angoscia, dispotica e sinistra,

pianta sul mio cranio riverso la sua bandiera nera.

Lo spleen è un senso di oppressione, come un peso che grava di solito sulle spalle di una qualsiasi persona, che si ritrova senza più speranza perché questa vaga alla cieca e si perde come un pipistrello.

È causato dalla somma di suggestioni che ci portano a svuotare la mente lasciando solo l’angoscia, dovuta anche dalla scomparsa della speranza. Da qui cominciamo ad associare cose come le gocce della pioggia a delle sbarre che ci rinchiudono.

Corrispondenze

Commento e Analisi

La Natura è un tempio dove incerte parole
mormorano pilastri che son vivi,
una foresta di simboli che l’uomo
attraversa nel raggio dei loro sguardi familiari.

Come echi che a lungo e da lontano

tendono a un’unità profonda e buia

grande come le tenebre o la luce

i suoni rispondono ai colori, i colori ai profumi.

Profumi freschi come la pelle d’un bambino,

vellutati come l’oboe e verdi come i prati,

altri d’una corrotta, trionfante ricchezza

che tende a propagarsi senza fine – così

l’ambra e il muschio, l’incenso e il benzoino

a commentare le dolcezze estreme dello spirito e dei sensi.

Baudelaire sostiene che la realtà che tutti conosciamo e con la quale siamo costantemente a contatto, sia solo la superficie di una “dimensione” dove tutti gli elementi come i colori e i profumi, sono uniti da un legame stretto.
Attraverso una metafora, lo scrittore descrive la natura come un tempio formato da pilastri parlanti e da simboli che l’uomo è capace di comprendere.