L'Europa verso il positivismo

Dalla seconda metà dell’800, la cultura europea si scontrò con il prepotente avanzamento del pensiero positivista. Nato e sviluppato in Francia, il positivismo prende il nome dalle scienze positive (come la matematica, la fisica o le scienze naturali) ed è basato sull’osservazione di fenomeni reali, sulla verifica delle teorie e sulla prova dei fatti. Lo scopo del pensiero positivista è la comprensione della realtà attraverso una fede illimitata nei confronti della scienza.

Il metodo scientifico

La cultura positivista considerava l’arte come una rinnovata esigenza di realismo, a differenza della visione più sentimentale del romanticismo. Gli intellettuali positivisti ponevano la propria fiducia nel metodo scientifico e lo applicavano alle proprie produzione scritte, alle opere e ai componimenti. In questo periodo si svilupperanno le cosiddette scienze sociali, come la sociologia, la statistica e la psicologia.

Autori positivisti

Auguste Comte

Un'importante figura nel panorama positivista fu il teorico Auguste Comte, che scrisse il “Corso di filosofia positiva”, con il quale proponeva l'abbandono dello stato teologico e metafisico, in favore del raggiungimento di uno stadio positivo.

Hippolyte Taine

Un altro celebre teorico positivista fu Hippolyte Taine, scrittore dell'opera “Filosofia dell'arte”, con il quale espone il concetto del meccanismo deterministico, ovvero il pensiero che per comprendere l'agire umano e lo sviluppo delle arti mediante tre fattori: l'ereditarietà, il contesto geografico e sociale e il contesto storico.

Charles Darwin

Charles Darwin, infine, fu colui che portò un gigantesco apporto alla cultura positivista. Egli scrisse “L'origine delle specie” e “L'origine dell'uomo”, due opere in cui descriveva la sua teoria dell'evoluzione, secondo la quale, tutte le specie si sono evolute per mezzo di mutazioni casuali, e l'ambiente all'interno del quale avvengono le mutazioni è il fattore che determina la sopravvivenza o meno delle specie.